Santa Margherita Ligure

 

Le prime tracce dell’antica Santa Margherita le troviamo sulle colline, con la presenza di insediamenti che già da tempi remoti (Neolitico) erano collegati con quelli del Castellaro di Uscio.

Gli insediamenti collinari conferivano il doppio vantaggio della sicurezza, attraverso il controllo della costa e delle esigenze, in gran parte ancora nomadi, della popolazione che si spostava periodicamente per la transumanza.
Più tardi, quando gli insediamenti divennero più stabili con l’agricoltura, le comunità si sistemarono a mezza costa, (in situazioni geografiche più salubri, dato che le pianure di fondovalle erano ancora in gran parte paludose).
Attorno al mille, quando la zona costiera divenne finalmente abitabile, troviamo i primi nuclei abitati a mezza costa: la presenza delle Chiese di Santa Maria di Nozarego e di San Giacomo di Castello, entrambe databili 1162, lo conferma.
Attorno al 1200 si hanno i primi contatti via mare, dimostrabili, anche in questo caso, dalla presenza di una Chiesa, dedicata ad una martire dell’Asia Minore: Santa Margherita d’Antiochia, nome che poi prenderà la città stessa, a suggerire fin dalla sua fondazione una vocazione spiccatamente commerciale e marinaresca.
Infatti gli storici hanno ipotizzato che la presenza della chiesa intitolata alla Santa, testimoniasse il traffico marittimo con l’Asia Minore e quello dei pellegrinaggi da Roma per Santiago de Compostela e ritorno.
Sembra che Santa Margherita fosse uno dei punti nevralgici del turismo religioso medievale via mare, organizzato da prelati e notabili locali.
Come altri comuni rivieraschi, Santa Margherita fu a lungo “contesa” fra Genova e nobili famiglie dei borghi limitrofi, come quella dei Fieschi.

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Segno di una più silenziosa contesa, non belligerante e meramente “immobiliare” ma non per questo meno significativa, i dati catastali risalenti al 1642, che “fotografano” una spartizione della città, dove la maggior parte degli immobili risulta registrata a nome delle nobili famiglie dei dogi genovesi ed in minore ma tuttavia cospicua parte a quelle dei Fieschi, con le loro vaste proprietà della Chiesa di Santa Maria in Via Lata.
Fra le attività di spicco di Santa Margherita vi erano quelle della fabbricazione di merletti e sete pregiate, della pesca del corallo e della produzione dell’olio.
La città fu abitata per molti secoli dalle famiglie più influenti della Repubblica di Genova, fra cui quelle dei Lomellini e dei Durazzo.
Proprio dei Durazzo è l’iniziativa, del 1707, di istituire una sede delle fiere di cambio a Santa Margherita, veri e propri “convegni” dell’epoca, dove i maggiori banchieri d’Italia e d’Europa si riunivano per discutere e fare affari.
A Cavallo fra il ‘600 e il ‘700 la città conosce un periodo di fulgore economico, dato che diventa la sede privilegiata di molte famiglie nobili che ne fanno il fulcro dei loro interessi.
A testimonianza di quel periodo gli sfarzosi palazzi Lomellini, Spinola e Durazzo, e le sontuose chiese barocche fatte costruire dalle famiglie locali.
A cavallo fra il 700 ed il 900 la città soffre, come molte altre nella zona, le alterne vicende della dominazione francese di Bonaparte prima e dei Savoia poi.
Divenuta italiana, sarà scossa dal suo torpore dall’arrivo della ferrovia, che ne confermerà la vocazione turistica.
La prima ondata del turismo d’elite, (fine ‘800 primi ‘900) sarà capace di imprimerle il segno duraturo del gusto dell’epoca, che con il fiorire dei giardini esotici e delle palme, e delle grandiose ed ardite ville liberty, ne altererà piacevolmente la fisionomia lasciando un impronta caratteristica e duratura, sottilmente mitteleuropea: quell’aria internazionale che è confermata tutt’oggi, dalla presenza del turismo straniero e del jet set internazionale.

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