Lavagna

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Separata da Chiavari dalla foce del fiume Entella, Lavagna era conosciuta fin dal medioevo in quanto roccaforte della nobile famiglia dei Fieschi, i cui interessi contemplarono non solo la città stessa ma anche i comuni posti sotto la sfera d’influenza della Repubblica di Genova e che furono contesi per secoli.
I Fieschi furono una casata potente, le cui mire si erano spinte oltre, attraversando l’Appennino per terra e oltrepassando l’impero coloniale genovese sul mare, spingendosi “nell’Oltremare” nei regni d’Oriente e dell’Africa del Nord.
Un manoscritto degli atti del Governo di Genova, risalente al seicento, ci restituisce la figura di un borgo dal prestigio consolidato, “nobile e celebrato” con ville e palazzi prestigiosi.
Del loro passato di fasti e gloria, i nobili Fieschi, che videro frai suoi membri ben due papi salire sul soglio pontificio (papa Innocenzo IV ed Adriano V) ci hanno consegnato il lascito della basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno, che ancora oggi possiamo ammirare nel comune omonimo, e l’eco dell’evento storico della famosa congiura ai danni dei Doria che si celebra nella festa annuale della “Torta dei Fieschi”.
La Val Fontanabuona, cuore del loro feudo, incominciò ad essere sfruttata per via delle sue cave di ardesia a partire dal XIII secolo .
Per secoli si avvicendarono eserciti di cavatori, sbozzatori, scalpellini e di portatrici d’ardesia, (le Camalle) che con le lastre sistemate sulla testa, percorrevano a piedi i valichi e le colline fino all’approdo di Lavagna.
Anche Lavagna subirà la dominazione del Regno Sabaudo di Sardegna dal 1815 al 1861, anno dell’unificazione italiana.
Oggi la città, oltre che rinomato centro balneare con tanto di bandiera blu, è anche sede del più grande porto turistico del mediterraneo, dotato di 1440 posti barca e collegato alla città tramite dei sottopassaggi carrabili.
Il suo Centro Storico conserva le pavimentazioni tipiche della “Via della Pietra nera” e gli antichi bassorilievi in ardesia che ne ornano quasi tutte le case.
Da menzionare inoltre: Il Cimitero Monumentale contenente le sculture dei famosi artigiani della zona, l’Oratorio della SS. Trinità con i celebri Cristi lignei utilizzati a tutt’oggi nelle processioni, alcuni appartenenti al Maragliano e alla sua scuola, La Torre del Borgo, torre d’avvistamento medievale al cui interno troviamo il museo archeologico Alloisio, il “Leudo” Ferdinando Brigante, antica imbarcazione commerciale tipicamente ligure, (i Leudi erano un tempo adibiti al trasporto delle ardesie e dei beni alimentari), restaurata viene tuttora utilizzata per brevi crociere giornaliere, e la “Casa Carbone”, palazzo ottocentesco con giardino che ospita una pinacoteca con raffinati arredi.
Da non perdere: la Basilica di Santo Stefano, la Basilica di Santa Giulia a Santa Giulia, la Chiesa dell’Immacolata Concezione a Cavi, il Santuario di Nostra Signora del Carmine e il Santuario di Nostra Signora del Ponte.

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