Chiavari

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Dopo i primi insediamenti che risalgono all’Eta del Ferro abbiamo notizie certe della città a partire dal 1178 anno in cui fu riedificata su spinta del Comune di Genova che voleva allargare la sua sfera d’influenza. Grazie alla sua posizione infatti, Chiavari apriva i collegamenti con la Pianura Padana e la Toscana, ed era perciò predestinata a diventare un punto chiave di sviluppo nella riviera di levante.

La città fu però contesa per secoli frai Conti di Lavagna, i Fieschi e i Ravaschieri e la Repubblica di Genova che invece volle darle un differente assetto politico amministrativo, diverso da quello imposto dal Barbarossa.
Nonostante la presenza di Genova, i Fieschi ebbero una profonda influenza nella vita chiavarese dove edificarono l’ospedale, il lazzareto, la cappella di San Lazzaro a Caperana nonchè la Chiesa di Santa Maria del Ponte, la grandiosa Chiesa di San Francesco di Castelletto e quella di San Giovanni Battista, il convento di Sant’Eustachio e la cattedrale di nostra Signora dell’Orto, di epoca barocca.


Il settecento chiavarese conosce una città in pieno sviluppo( fioritura), abitata da famiglie aristocratiche e borghesi queste ultime dedite al commercio dell’olio, del vino e alla produzione tessile ma anche alla cantieristica e la marineria.
Nello stesso periodo la città fu anche fervente centro culturale, dove una classe di intellettuali e letterati sensibili e ricettivi fu ispirata dalle idee dell’Illuminismo e del Risorgimento.
Nel 1791 il governatore di Chiavari, Stefano Rivarola, fondò la Società Economica, che promosse lo sviluppo dell’istruzione pubblica, le attività agricole, artigianali, commerciali ed industriali.
Dopo alterne fortune, che videro Chiavari passare sotto la dominazione Napoleonica prima e quella Sabauda poi e l’emigrazione massiccia di artigiani, commercianti e contadini verso le americhe nel novecento, che la svuotarono di risorse, la città visse un periodo di rinnovato splendore proprio con il ritorno di quelli che nelle Americhe avevano fatto fortuna, i quali aprirono e fondarono banche ed istituti di credito e abbellirono la città con palazzi, ville, giardini e parchi.
Chiavari oggi è una cittadina industriosa e prospera.
Il suo centro storico, mirabilmente restaurato, ci appare ancora in tutto il suo splendore medioevale, con i suoi portici, lunghi e irregolari, e gli stretti carrugi che si spalancano in Piazze cui fanno cornice palazzi di rara bellezza.
Le luci dei tanti Caffè, boutiques e negozi occhieggiano da sotto gli archi gotici con i loro fregi.
Il porto turistico, secondo solo a quello di Lavagna e che ospita 470 posti barca, è stato oggetto di recente di progetti d’espansione, questa iniziativa come tante altre che animano la città, non è che uno dei tanti esempi di continuità con un passato glorioso le cui ambizioni e tensioni sono tuttora vive.

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