Cogorno

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La storia di Cogorno è indissolubilmente legata a quella della famiglia Fieschi, un tempo signori di Lavagna e di gran parte della Val Fontanabuona. Famiglia potente quella dei Fieschi, ricordata nello stemma del Comune di Cogorno dal pittogramma della Chiesa a cui si affianca quello della Torre, che richiama invece alla famiglia Cogorno, feudataria del luogo, mentre il piccone, terzo ed ultimo simbolo dello stemma, allude alle cave d’ardesia, di cui è disseminata la Val Fontanabuona e che nei pressi di Cogorno, e precisamente sul Monte San Giacomo, trovarono diversi punti d’estrazione. La Basilica dei Fieschi, tanto celebrata e conosciuta, si affaccia su un piccolo borgo medievale ancora intatto, sprofondato in mezzo alle colline dense di uliveti, vigne, boschi e giardini. La affiancano il Palazzo Fieschi e, al limitare della piazzetta medievale, la chiesa barocca di San Salvatore il Vecchio che ospita un antico organo seicentesco e alcuni quadri provenienti dalla Basilica. Fondata dal Papa Innocenzo IV, un Fieschi, nel 1252 fu ultimata dal nipote cardinale Ottobono, in seguito divenuto papa Adriano V. Il Borgo dei Fieschi, è un autentico capolavoro medievale di connubio fra architettura e natura, nato dall’occhio di chi “vide” la piazzetta ed i palazzi attorno e sopra il pianoro di un poggio naturale. Ha meritato la “nomina” a monumento nazionale nel 1860. Il Palazzo Fieschi, restaurato nel 2005 è stato in parte destinato a Centro-Culturale Museo dei Fieschi ed ha ospitato diverse mostre. Il Borgo dei Fieschi è anche sede dell’annuale “addio do fantin” (addio al celibato) rievocazione storica “in piena regola” con tanto di banchetto ispirato alla cucina medievale e processione di cavalieri a cavallo. 

Sul piano del fondovalle ove scorre la fiumana bella citata da Dante (ossia il fiume Entella) sorge San Salvatore di Cogorno sede del Municipio, una cittadina contraddistinta da piccole e medie imprese, tipicamente le coltivazioni ad uliveto ma anche la produzione di fiori “esotici” come le orchidee. Sede del Villaggio del Ragazzo, Centro di Formazione Professionale nonchè Polo Scolastico e Centro Ambientale di Avviamento allo Sport al servizio di tutto il comprensorio e struttura ricettiva extra-alberghiera con oltre 60 posti letto. Itinerari: “Uno sguardo dal Rosone” Itinerario suggerito dalla omonima pubblicazione disponibile presso le biblioteche della Provincia di Genova, che guida alla scoperta delle Chiese, delle Cappelle e degli Oratori del Comune di Cogorno, tra cui si segnalano, in particolare, la Chiesa di San Lorenzo a Cogorno, patrono del Comune, e gli Oratori di San Martino, a San Salvatore, e di San Giovanni Battista a Cogorno, sede di confraternite. “Verdeazzurro e neroardesia” Percorso a Trekking o mountain bike che prevede la partenza dalla pista ciclabile posta lungo l’argine del fiume Entella, già  Oasi faunistica e provinciale, ed arrivo sulla vetta del Monte San Giacomo. Oltre alle strade carrozzabili, due sentieri lastricati, presto oggetto di restauri, compongono un percorso ad anello che parte dalla Basilica e si ricongiunge sul Monte; da lì, discende il “Sentiero delle Portatrici d’Ardesia”, il cui antico tracciato giunge a Lavagna. “A tavola” I ristoranti e le trattorie propongono tutto l’anno le loro specialità  gastronomiche e, durante il periodo estivo-autunnale rinomate serate gastronomiche all’aperto suggeriscono un interessante itinerario nelle diverse frazioni. Nel menù potrete trovare (ed assaggiare) la cima ripiena, i ravioli, i polpettoni, le focacce, i testaiu cotti nei “testi” scaldati nel fuoco e conditi con pesto ed altri sughi, i pansotti alla salsa di noce, la carne cotta sulla ciappa e l’asado, originario dell’Argentina ed introdotto dagli emigranti liguri.

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