San Martino


L’abitato del futuro San Martino fa la sua comparsa lungo il cammino della via Aurelia, sull’altura che sovrasta la zona di San Fruttuoso. La strada prosegue poi verso Apparizione e Uscio. Verso il Mille, ma ufficialmente compare soltanto nel Registro Arcivescovile del 1143, sorge la Pieve di San Martino, che ha autorità sulle chiese di San Fruttuoso, Albaro e Sturla.L’intensificarsi dei traffici nei secoli immediatamente successivi promuove un parallelo incremento dell’importanza pievana e un conseguente sviluppo residenziale dell’abitato. Nel 1550 la zona di San Martino era composta da 61 case, di cui 48 abitate da cittadini del centro.

In quell’epoca era cominciata la costruzione delle belle ville patrizie di cui ancora ai nostri giorni si conservano dei magnifici esemplari. Tra il 1684, il 1747 ed il 1800 San Martino venne coinvolto nelle azioni belliche che si svolsero nel genovesato. Intanto il paese era ulteriormente cresciuto sia nel numero degli abitanti, che nel ‘600 erano saliti a circa 500, sia nell’importanza amministrativa, con lo stabilirsi in San Martino del Capitanato della Valbisagno. Con il secolo successivo giungeva al riconferma di quella impostazione autoritaria mediante l’insediamento del “Governo della Podesteria di Bisagno”. Il Vinzoni descriveva la San Martino che aveva accolto il Governatore e il “Dottore Vicario” come “amena e sontuosa villa lunga poco meno di due miglia piena di superbi Palazzi, colle loro fertilissime e delicatissime ville degne del divertimento di qualsiasi Principe”. Nell’800 con l’istituzione delle autonomie comunali San Martino diventa sede amministrativa dell’omonima municipalità che veniva sistemata nell’ex palazzo Cattaneo, attuale sede della scuola media Boccanegra.

Nel primo ventennio del secolo l’amministrazione militare faceva erigere i forti di San Martino e Santa Tecla. Per quanto riguarda le strade veniva prolungata la nuova via provinciale, che in molti punti ricalcava l’antico cammino romano dell’Aurelia, proveniente da San Fruttuoso e proseguente verso Sturla, attraverso il diretto superamento della collina di San Martino passando per la sua sommità. Nel 1846 la chiesa parrocchiale veniva rifatta totalmente, portandola praticamente allo stato architettonico attuale.

L’incremento residenziale della prima metà del secolo portava il numero degli abitanti ad oltrepassare i 3000 con un incremento costante negli anni successivi. Quando nel 1873 anche San Martino terminava il proprio mandato amministrativo, venendo inclusa nella municipalità cittadina, essi raggiungevano i 5000. Il novecento portava altre novità urbanistiche. Nel 1907 iniziavano i primi lavori per l’edificazione dell’ospedale, con ultimazione dei primi cinque padiglioni entro il 1911. L’anno seguente veniva impostato il secondo lotto, ma sopraggiungeva la guerra che faceva rallentare notevolmente il ritmo delle lavorazioni. Tra il ’16 e il’19 vennero impiegati prigionieri di guerra austriaci e il manufatto poteva essere ultimato nelle strutture portanti; nel 1923 si procedeva all’inaugurazione ufficiale del complesso.

Dal basso si tracciò la nuova via, poi intitolata al Barrili, che perfezionava le comunicazioni veicolari con San Martino da San Fruttuoso, mentre lo stesso accadeva dalla parte di Brignole, con la creazione di Via Tolemaide e l’apposizione del “solettone” in cemento su cui sarebbe poi transitato il futuro Corso Gastaldi. Contemporaneamente fioriva il complesso sportivo, poi Stadio Carlini, inaugurato nel 1927.

A parte le successive modifiche alle attrezzature ospedaliere, la prossima grande tornata di novità urbanistica giungeva con la costruzione della strada “pedemontana” di Corso Europa, attuata tra la metà degli anni ’50 e quella del decennio successivo, che ha alterato profondamente l’assetto della zona.

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