Staglieno

Staglieno è il nome di un popoloso quartiere di Genova. Amministrativamente fa parte della Circoscrizione IV Valbisagno. Già comune autonomo, venne unito al capoluogo nel 1873. Alcuni decenni prima l’architetto Carlo Barabino aveva previsto per questa area, sulla riva del torrente Bisagno, la costruzione del Cimitero monumentale di Staglieno. Morto Barabino, nel 1835, l’opera venne poi portata a compimento dal suo successore, l’architetto Giambattista Resasco, negli anni quaranta del XIX secolo. Il nuovo cimitero era – ed è tutt’oggi – insediato nello spiazzo alla confluenza del rio Veilino nel Bisagno. Il quartiere si affaccia sul torrente Bisagno Inizialmente Staglieno aveva come unica parrocchia la chiesa dedicata a Sant’Antonino, nell’omonimo paese. A seguito della nascita dei nuovi quartieri, il parroco di Sant’Antonino, monsignor Arata, iniziò a far costruire la nuova chiesa del Santissimo Sacramento, alla fine della via Antonio Burlando (intitolata al patriota e garibaldino) dei Mille). Altra chiesa era quella di San Pantaleo, al termine della omonima strada che proviene da Genova. Posta alla sommità di un colle dominante il cimitero di Staglieno, la costruzione iniziale risaliva al XV secolo; successivamente rimodernata, venne negli ultimi decenni lasciata in totale abbandono sino al crollo pressochè totale delle sue strutture. L’unione a Genova comportò anche per questo quartiere un aumento della densità edilizia, prevalentemente a carattere popolare. Si svilupparono nuovi rioni e sulla sponda del Bisagno e nella parte di mezza costa lungo la nuova via Antonio Burlando che parte dalla città, da piazza Manin. Lungo questo asse vennero costruite ad esempio le case popolari della Società Economica, di proprietà della famiglia Dufour. Un primo intervento di questa società, che faceva parte del cooperativismo di matrice cattolica, era costituito da un grande edificio, posto accanto alla salita Crosetta, concepito nella tipologia della case di ringhiera milanese, con vasta corte interna. Tuttavia la ripida pendenza dell’orografia genovese aveva qui obbligato a realizzare per esso un andamento a scalare. A questo primo complesso la Società Economica aveva aggiunto una serie di altre case, aggiunte progressivamente sino agli anni venti, ricorrendo per queste ultime ad una tipologia a torre con cortiletto aperto verso l’esterno. La densità edilizia aumentò in maniera incredibile negli anni sessanta, ricoprendo in una unica colata di cemento tutta la parte bassa del costone montuoso che culmina con le Mura Nuove di Genova. Ultime realizzazioni di questa serie sono i due grattacieli detti I Gemelli in via Leonardo Montaldo, la via sottostante a via Antonio Burlando

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