Molassana

Molassana (in lingua ligure Moassann a) è un popolare e popoloso quartiere della periferia di Genova (conta circa 30.000 abitanti), situato in Val Bisagno, nell’immediato entroterra del capoluogo. Fa parte della circoscrizione comunale IV Valbisagno. Il nome del quartiere deriva probabilmente da “Mollicciana”, vulgata per “terra mollis”, a indicare il terreno limaccioso (ma estremamente fertile)e le colline franose della zona.

Conformazione

La zona di Molassana si divide in una parte bassa lungo la riva del torrente, con quartieri prevalentemente popolari, ed una parte sul rilievo montuoso, che conserva caratteristiche rurali.

Nella prima parte vi è il centro vero e proprio, lungo la antica via per Piacenza. Da qui si arriva alla valle del Rio Geirato, che confluisce nel torrente Bisagno all’altezza del gomito formato dalla valle dove piega a 90° in direzione del centro città.

All’inizio della valle del Rio Geirato vi è la serie di enormi casamenti di edilizia popolare, realizzati negli anni trenta, conosciuto con il nome de l’Arizona, e destinati inizialmente agli abitanti del centro storico di Genova, i cui originari rioni venivano demoliti, nelle zone di piazza Ponticello (vedi Piano di Sant’Andrea).

In alto sulla collina, in posizione dominante la valle, è invece il piccolo centro di Cartagenova, difficilmente raggiungibile con l’auto. A levante del rilievo di Cartagenova è la valle di Prato Casarile. In estate sembra un prato, mentre in realtà è il letto di un lago colmo di detriti alluvionali. Soltanto in caso di piogge violente esso torna ad essere un suolo paludoso.

Percorsi escursionistici e attrezzature sportive [modifica]

Conosciuto ed apprezzato per le sue innumerevoli trattorie dove vengono serviti piatti della tradizionale cucina ligure, il quartiere è dotato di numerosi impianti sportivi, fra cui lo storico impianto polisportivo di Ca’ de Rissi e quello di più recente edificazione della Sciorba.

Numerosi sono i percorsi escursionistici di cui il quartiere è ricco (alcuni incrociano anche sul sentiero in pietra di Luserna l’Acquedotto storico che qui compie gran parte del suo percorso). Recentemente è stato riaperto al pubblico nell’ambito del recupero dell’Acquedotto Storico un vero capolavoro di ingegneria antica: il Ponte Sifone del Geirato, che attraversa la omonima vallata con le sue arcate in pietra, collegando Molassana Alta e Pino Sottano. L’interesse di questo manufatto architettonico sta nella peculiarità di essere il primo ponte sifone mai costruito: Studiosi genovesi scomodarono addirittura Galileo Galilei per studiarne il funzionamento. I tubi in lega metallica che servivano a trasportare l’acqua sono rimasti gli originali, risalenti alla primissima rivoluzione industriale e quindi provenienti dall’inghilterra. Questo dettaglio rende il ponte molto interessante anche dal punto di vista dell’archeologia industriale.

Non meno interessanti sono le Terre Rosse poco sotto il Castelluzzo – a 270 metri di altitudine – ovvero una piccola area composta da rocce e argilla rossa, dove la vegetazione stenta a crescere, formando un micro-paesaggio quasi lunare, arido e roccioso.

Storia

Pur essendo compresa nel Comune di Genova soltanto nel 1926, anno di nascita della cosiddetta Grande Genova, Molassana è – insieme a tutta la Val Bisagno – la parte di entroterra maggiormente legata, sul piano storico, alla città ed al suo porto.

Fin dai tempi dell’antica Roma infatti l’acqua giunse in città e sui molo provenendo da questo comprensorio. Lo storico Adorno usava ricordare come l’unico modo per conquistare Genova fosse separarla dalla Val Bisagno.

Alla tardiva urbanizzazione Molassana deve comunque la sua particolare conformazione, tutt’oggi composta da ville di aspetto rurale – poi dimora di villeggiatura dei genovesi – accostate a moderni palazzoni di edilizia popolare. Una periferia di residenza seppur popolare, che conserva ancora degli aspetti di ruralità, ricca di verde e di quello che gli urbanisti chiamano spazio negativo.

Da menzionare, tra le bellezze storiche da visitare, vi è il Castelluzzo, situato a 307 metri di quota, un baluardo difensivo tra i più antichi del genovesato, non compreso nel circuito dei forti di Genova ma risalente alla fine del X secolo.

Curiosità

Nella storia di Molassana trova anche spazio la vicenda del Gran Diavolo (al secolo Giuseppe Musso), un brigante della fine del Settecento che qui, lungo la strada che collegava e collega Genova con Piacenza, la strada statale 45, effettuava le sue scorribande.
L’eco della sua leggenda risuonò a lungo, tanto che gli fu dedicata persino una tragedia.

Ma tra i prati e i palazzoni di Molassana trova anche spazio il Teatro dell’Ortica, che qui ha sede: si tratta di una compagnia di teatroterapia e teatro sociale, unica in Liguria nel suo genere.

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