Borgoratti

 

Originariamente Comune di San Martino degli Archi (od Erchi) Borgoratti divenne circoscrizione con delibera comunale nel 1873. Deve il suo nome alla ricca ed influente famiglia Ratti la quale diede il nome anche al forte, costruito nel 1819.

Come altri quartieri di Genova “fuori porta”, Borgoratti era fino alla fine dell’ottocento e per buona parte del novecento, un insieme di fasce, di orti e case sparse di contadini dove spiccavano le case dei nobili o danarosi villeggianti. Il nucleo abitativo originario infatti si concentrava più in là, verso Apparizione. Fin dai tempi antichi rivestiva  tuttavia un importanza cruciale a causa delle vie di comunicazione che la attraversavano. Infatti l’antica Borgoratti era percorsa dalla strada romana  e costituiva la prima tappa per chi da Roma era diretto a Genova.

Frequenti nella toponomastica gli accenni a tempi remoti come “Papigliano”, forse derivante dall’etrusco Petiliano, oppure dai giochi pitici d’eredità greca (Miscosi).  Secondo il Giustiniani pure il nome Vernazza avrebbe origine etrusca, mentre “Sturla” parrebbe vocabolo sicano e fluviale (Miscosi).

 La Salita della Noce tagliava in due Borgoratti. La strada era un tempo circondata dal verde delle campagne e forse da alberi di noce (da qui il nome). Per Salita Noce passava la Via Romana, che collegava Via San Vincenzo con San Fruttuoso passando per il Ponte di Sant’Agata. Giungeva poi a San martino e da lì a Borgoratti scendendo poi per via Vernazza e Via delle Casette e attraversando il Ponte Vecchio si allacciava a Sturla alla via romana di Quarto.

Un tempo i nuceli abitati di Borgoratti si snodavano lungo via Posalunga che altro non era che una semplice mulattiera che metteva in comunicazione con le Nasche, San Desiderio, e al di là del torrente Sturla, con Apparizione. La maggior parte delle case si raccoglievano in borgo nei pressi del ponte antico, sulla riva destra del torrente Sturla. Il ponte antico è ora scomparso e ne rimane soltanto il nome nella toponomastica (Via del Ponte).

La Chiesa di San Rocco di Vernazza ha origine da una cappella eretta nel 1468 e poi sostituita da una chiesa barocca verso la fine del ‘600. Venne poi ultimata nel 1693 con l’erezione di un campanile. Prima succursale di San Martino d’Albaro, la chiesa divenne poi rettoria parrocchiale autonoma nel 1897.

Nel 1923 la Chiesa venne restaurata in stile gotico. 

Concludiamo la sua storia con un’istantanea dal tempo che fu del poeta Giorgio Caproni, che un tempo frequentò le osterie di Borgoratti:

 

Come un’allegoria

una fanciulla appare

sulla porta dell’osteria.

Alle sue spalle è un vociare

confuso d’uomini – e l’aspro

odore del vino. 

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