Zoagli

Il borgo originario Zoagli si sviluppò a mezza quota sulla dorsale collinare, nei luoghi dove troviamo oggi le frazioni di Sant’Ambrogio, Sexi, Semorile, Cerisola e Rovereto, tuttora collegate da uno stesso sentiero.
Verso l’anno mille gli insediamenti gradualmente si spostano verso la costa, a testimoniare la rinascita delle attività commerciali via mare.
Attraverso i valichi giungevano a Zoagli i mercanti Lucchesi che acquistavano le stoffe pregiate nel porto di Genova e che dovevano pagare pedaggio ai Conti Fieschi di Lavagna.
Entrambi alleati contro il comune nemico della Repubblica di Pisa, i lucchesi trasmisero il loro sapere artigianale nell’arte della tessitura, dando nuovo impulso alla nascente industria tessile locale.
La Chiesa di San Martino, costruita a fondovalle nel 1213 sancisce la presenza dell’avvenuto insediamento litoraneo e contemporaneamente segnala la presenza definitiva del borgo, indaffarato nei suoi opifici tessili, percorso da un via vai di mercanti che dall’entroterra prendevano la via del mare (e viceversa), mentre le sue colline erano già solcate dall’intervento dell’uomo: i terrazzamenti ciclopici per la coltivazione dell’ulivo, e le sottili linee dei sentieri acciotolati che si inerpicavano attraverso i valichi , dove il frutto della fatica, il prezioso olio, sarebbe stato scambiato con il grano nei lontani mercati d’Oltreappennino.
Testimonianze scritte risalenti al ‘600-‘700 ricordano che le antiche famiglie nobiliare dei Fieschi e dei Della Torre, così come dei Durazzo, possedevano in Zoagli poderi agricoli.
Tutto rimase pressocchè immutato attraverso i secoli, fino all’arrivo della ferrovia che rappresentò per Zoagli, come per molti altri comuni del Tigullio, una piccola rivoluzione, spalancandogli un’accesso diretto al nuovo attraverso i suoi binari collegati alle più grandi città industriali.
A partire dala fine 800 fino ai primi decenni del’900 furono costruite le villette Liberty e i castelli neogotici.
Grazie alla sua natura impervia, caratterizzata da corrugamenti rocciosi che per secoli hanno reso disagevoli le coltivazioni e le comunicazioni, Zoagli, ad eccezzione della parziale ricostruzione avvenuta nel dopoguerra, si è mantenuta inalterata nel tempo, serbando ancora la perla delle sue bellezze naturali.
Da vedere la particolare passeggiata a mare, incuneata fra le rocce che sprofondano nel mare.
Si segnalano inoltre: la Chiesa di San Martino, col suo sagrato di ciottoli bianchi e neri che compongono motivi floreali. Ricostruita nel 1726 a partire da un antico nucleo risalente al 1213, la Chiesa, capolavoro d’archittettura barocca, ospita al suo interno, oltre ad un bassorilievo del 1497, preziosi dipinti cinquecenteschi di Teramo Piaggio.
La Villa “le Palme” datata come ottocentesca, probabilmente appartenuta alla nobile famiglia genovese dei Durazzo.
Il Castello Canevaro e la Torre Saracena. Il Castello il cui nucleo originario è databile attorno al 1560 ed opera del maestro Antonio Carabo, ha subito varie trasformazioni ed aggiunte: la prima nel 1640 anno in cui fu costruito un palazzo, la seconda nell’ottocento epoca in cui furono aggiunte le due torri gemelli di chiaro gusto neogotico. La Torretta invece, che si trova al lato opposto della spiaggia, è di proprietà pubblica, e risale anch’essa al cinquecento.
Il Castello di Sam Benelli, drammaturgo toscano, fu edificata nel 1914 è un eclettico e magnifico esempio di Decò; costruito interamente in pietra si fonde in maniera suggestiva nel paesaggio circostante, nonostante la bizzarria delle forme e delle volute.
Oggi Zoagli è un borgo a vocazione eminentemente turistica che fonde moderne strutture ricettive con una natura pressocchè incontaminata, con gli antichi sentieri che si arrampicano sulle colline scoscese, il mare coi suoi splendidi fondali, meta di sport subacquei, e che conserva le antichissime tradizioni della tessitura con le sue seterie, che a tutt’oggi producono sete, broccati e velluti di pregio.

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