Ronco Scrivia

 

Ronco ha poco più di 200 anni come comune, ma vanta una storia quasi millenaria. Come testimonia anche il toponimo Ronco il quale deriva dal verbo latino-medievale runcare – dissodare nuove terre sino ad allora incolte. L’insediamento si data quindi nell’ambito della generale espansione di poco successiva al 1000 ma è come feudo imperiale che il paese inizia la sua storia documentata.

Testimonianza ne sono oggi le vestigia dei castelli di Ronco – poco più di un toponimo ormai – e di Borgo Fornari – attualmente di proprietà comunale ed in fase di ristrutturazione. La zona deve comunque i suoi più pregevoli monumenti al periodo aureo del Marchesato Spinola – metà del 1600 – quando il marchese ottenne il permesso dall’imperatore Ferdinando III del Sacro Romano Impero di battere moneta presso la locale zecca. Ad allora risalgono la chiesa parrocchiale di San Martino, l’oratorio di San Giacomo, il palazzo marchionale (oggi sede del municipio), lo stesso ponte monumentale a lungo ritenuto dagli storici locali d’origine medievale, ed ancora la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e l’oratorio di Borgo Fornari.

Del periodo medievale rimane soltanto un’ampia documentazione relativa all’abbazia colombaniana di Santa Maria del Porale di cui si conserva soltanto un tardivo affresco del Quattrocento in quella che oggi è la minuscola e assai recente chiesetta di Santa Maria in frazione Porale. Allo stesso periodo fa riferimento la pieve di Borgo Fornari, di cui rimane unicamente il nome, essendo la chiesa attuale risalente al 1600 circa. Anche dei trascorsi romani ci giunge solo il toponimo Via Postumia, ancora oggi la via più antica del vecchio borgo di Villavecchia che pare ricalchi – per un tratto almeno – il tracciato romano della via Consolare Postumia che da Genova portava ad Aquileia passando per Libarna – oggi gli scavi del sito di Libarna costituiscono il principale sito archeologico del Basso Piemonte. Successivamente subì le invasioni barbariche e fu possesso dei vescovi di Tortona, dai quali nel 1121 passò ai Malaspina che vi fecero erigere un castello.

Nel 1227 il territorio passò prima agli Spinola e nel 1242 fu conquistato dalla Repubblica di Genova. Nel 1797, a seguito della Campagna d’Italia di Napoleone Bonaparte, rientrerà nei confini della Repubblica Ligure e dal 1815 in quelli del Regno di Sardegna come il resto della Liguria. Nel 1861 entrerà infine a far parte del Regno d’Italia.

Fortemente segnato dalle infrastrutture ferroviarie e stradali tra la metà dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento – il paese viene smembrato in tre spezzoni compromettendone lo sviluppo urbanistico unitario – Ronco diventa però meta di villeggiatura estiva grazie alla comodità di collegamenti con il capoluogo e centro ferroviario di primaria importanza nei collegamenti con il nord Italia. È questa l’epoca in cui si costruiscono le ville che oggi punteggiano il territorio, ultimo esempio d’architettura di pregio in zona, tra le quali Villa Davidson. Fu proprio la strategica importanza del nodo ferroviario ronchese la causa prima della distruzione del paese operata dai bombardieri americani nell’operazione Strangle durante la seconda guerra

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