Masone

Importante centro della valle Stura, distante circa 35 chilometri ad ovest di Genova, Masone fa parte del Parco naturale regionale del Beigua.[2] Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le quattro frazioni di Cappelletta, San Pietro, Val Masone e Val Vezzulla per un totale di 29,85 chilometri quadrati[3]. Confina a nord con il comune di Campo Ligure, a sud con Genova e Mele, ad ovest con Tiglieto e ad est con Bosio in provincia di Alessandria. Il suo territorio comunale fa parte della Comunità Montana Valli Stura, Orba e Leira. Masone si trova sul versante settentrionale dello spartiacque appenninico, che in questa zona passa molto vicino alla costa ligure. La frazione Cappelletta di Masone si trova quasi all’altezza del crinale divisorio, verso il Bric del Dente (1109 m e sede dell’omonima oasi). Attraverso il valico del passo del Turchino, lungo la Strada statale 456 del Turchino, è possibile il collegamento con Mele e quindi Voltri. Il centro urbano è diviso in due nuclei, quello storico – Paese vecchio – sorge a 432 m sulle pendici meridionali di un modesto colle, posto sul versante sinistro della vallata e sul quale, fino alla prima metà del XVIII secolo, era collocato il castello Spinola. A partire dai primi decenni del XIX secolo si è venuto a costituire un secondo nucleo urbano, ubicato nella piana alluvionale (391 m s.l.m.) sulla destra orografica del torrente Stura, a valle della confluenza di questo con il torrente Vezzulla; l’agglomerato urbano di fondovalle è detto localmente Paese nuovo. 
Fin dall’epoca longobarda vi operavano i monaci dell’abbazia di San Colombano di Bobbio. Già antico borgo e centro commerciale alle spalle di Genova, viene citato per la prima volta in alcuni documenti, uno del 991 e l’altro del 1159 e, come gli altri paesi della valle Stura, entrò a far parte dei domini della Marca Aleramica dal X secolo. A seguito della disgregazione della marca il feudo fu sottoposto al controllo della famiglia Malaspina. Dal 1343 divenne dominio della Repubblica di Genova, seguendone le sorti e le rispettive glorie, che destinò il feudo dapprima alla famiglia Lomellino, agli Spinola e in seguito ai Pallavicino. In epoca medievale fu costruito un castello dove trovò rifugio, nel 1546-1547, l’ammiraglio genovese Andrea Doria, quando dovette sfuggire alla celebre congiura di Giovanni Luigi Fieschi, della famiglia originaria di Lavagna dei Fieschi. La fortezza verrà in seguito distrutta dagli Austriaci nel 1746; ne rimane uno spiazzo erboso presso Masone Vecchio. Sarà dal 1547, con il feudatario Adamo Centurione, e nel 1573 con il futuro doge della Repubblica Lazzaro Grimaldi Cebà che il borgo incrementò l’attività artigianale ed industriale del ferro e inoltre fu dotato di nuove case nella parte meridionale del borgo storico, mentre a settentrione furono erette nuove mura difensive. Nel XVIII secolo, durante la guerra di successione austriaca, Masone subì l’invasione e la conseguente occupazione da parte delle truppe austro-piemontesi del marchese Botta Adorno. Cinquant’anni dopo, nel 1797, vide il passaggio degli eserciti di Napoleone Bonaparte durante la calata francese napoleonica in Liguria. Durante l’assedio di Genova da parte degli Austro-Russi, il generale francese (d’origine nizzarda) Andrea Massena volle tentare, tra le altre, una sortita passando per Masone, ma i suoi franco-genovesi furono bloccati nella scalata dell’Oltregiogo nei pressi dell’attuale Forte Geremia. 
Il forte Geremia Con la dominazione francese rientrerà dal 2 dicembre nel Dipartimento della Cerusa, con capoluogo Voltri, all’interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Masone rientrerà nel IV Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione della Cerusa e dal 1803 centro principale del IV Cantone della Cerusa nella Giurisdizione del Centro. Dal 13 giugno 1805 al 1814 verrà inserito nel Dipartimento di Genova. Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IV° mandamento di Campofreddo del Circondario di Genova della Provincia di Genova. Nel 1890, all’epoca della guerra dei Dazi tra Francia e Italia, sotto il governo di Francesco Crispi, venne costruito il Forte Geremia, posto sull’ampia anticima orientale del monte omonimo (Bric Geremia m 819 s.l.m.) al confine con il Comune di Mele. Il forte è stato recentemente restaurato. Alla fine del XIX secolo si dovettero registrare – maggiormente per la carenza di lavoro – notevoli flussi migratori verso Genova e nell’America Latina, nonostante all’inizio dello stesso secolo la presenza di fucine da chiodi si moltiplicò sensibilmente nel territorio masonese. Poco distante da Cappelletta di Masone venne realizzato il Sacrario dei Martiri del Turchino, in onore degli italiani giustiziati dalle truppe d’occupazione nazi-fasciste nel 1943..

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