Isola del Cantone

Isola del Cantone deve il suo nome a quello stesso lembo di terra su cui poggia, compreso fra le ampie volute dei fiumi Vobbia e Scrivia, che era anticamente denominato “insula” . Il termine Cantone deriva probabilmente da “cuneo” o “sperone” e si riferisce a quel cuneo di roccia o sperone che separa il territorio di Isola da quello di Vobbia, che poi è un tutt’uno con quell’insula descritta in precedenza, così che il nome di questo comune risulta essere quasi una ripetizione, scandita in due termini pressapoco equivalenti. La vera distanza che separa i due nomi è puramente cronologica, insula precede Cantone di qualche secolo, essendo quest’ultimo stato coniato in epoca rinascimentale. Dal punto di vista storico Isola del Cantone, che conserva reperti datati all’età del Ferro, può a buon diritto, come altre località abitate fin dagli albori della civiltà, vantare anche ascendenze romane, dato che spesso siti giudicati adatti in antico sono stati rinconfermati attraverso le ere ed i secoli, vuoi per ragioni geografiche, commerciali o strategiche. Isola del Cantone sembra confermare questi esempi, dato che si trovava proprio lungo l’antica Via Postumia, arteria di traffici e comunicazioni che scavalcava l’Apennino per poi spingersi verso la Val padana. A sostegno della tesi romana sono state rinvenute monete risalenti all’epoca Repubblicana ed Imperiale. Durante il medioevo, Isola del Cantone conosce fasi travagliate: appartenuta prima ai Marchesi di Gavi, venne poi letteralmente “divisa” nella lotta che si consumò attorno al mille fra Tortona e La Repubblica di Genova. Isola del Cantone venne infatti spartita frai due contendenti: gran parte del territorio dalla sponda sinistra dello Scrivia cadde nelle mani della Repubblica di Genova, mentre il rimanente andò a Tortona. A partire dal XIII sec. gli Spinola acquisirono il dominio sul territorio, fondandovi un loro borgo e lasciando in eredità alla storia un Castello, lo Spinola Migliacco, e l’omonimo palazzo, oggi visitabile nella fraz. di Pietrabissara. Un altro Castello venne eretto nel ‘500 in località Piano. Oggi Isola del Cantone, ultimo comune ligure del Piemonte, diviso dalle sponde del fiume Scrivia (sulla riva destra Cantone, su quella sinistra Isola), è attraversata dalla ferrovia e dalla Provinciale, che con i loro “tagli” portarono a incidere profondamente su un equilibrio ed un silenzio conservati nei secoli. Tuttavia l’impeto della modernità ha risparmiato gran parte dei dintorni, che sono rimasti praticamente inalterati, caratterizzati da una vegetazione fitta e verdeggiante, da cui si dipartono numerosi sentieri ideali per escursioni o passeggiate, quali il “Sentiero dei sette seccherecci” e quello dell'”Acqua pendente” nei pressi di Vobbia. Da visitare inoltre gli antichi borghi, le cui architteture rurali in pietra dormono ancora il sonno di un’epoca estinta, come Marmassana e Tuscia, o Pietrabissara sede delle cave di arenaria, e Borlasca, memore ancora, con la sua Chiesa ed il suo Oratorio, di antiche pratiche religiose come quelle delle Confraternite. Per chi ama lo sport, da non perdere le gare di torrentismo che si snodano nei punti più difficili dei due fiumi.

Da vedere:

Oltre ai già citati Castello Spinola (a Piano) e Palazzo Spinola (a Pietrabissara), Il suggestivo Castello della Pietra a Vobbia,completamente incorporato nella roccia e risalente al 1200, la Chiesa di San Michele Arcangelo, di origine molto antica (1100-1200) ma quasi interamente ricostruita nel seicento che custodisce la suo interno un prezioso crocifisso seicentesco della scuola genovese. La Chiesa di Sant’Andrea a Montessoro, quella di Santa Croce a Pietrabissara, la Chiesa di Santa Maria a Borlasca, la Chiesa di San Michele a Prarolo, e quella di San Pietro a Mereta.

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