Ceranesi

Ceranesi si trova lungo la strada principale 4 dei Piani di Praglia, che collega Genova Pontedecimo con la provincia di Alessandria. Sprofondato nella Valle del Torrente Verde, Il Comune fa parte dell’Alta Val Polcevera, una valle abitata fin dalle epoche più antiche: le prime testimonianze che si hanno nella zona risalgono all’Età del Ferro come quelle di Monte Carlo, nel Comune di Campomorone (IV secolo a.c.). Tutti questi insediamenti erano sorti sul reticolo di strade che collegavano la costa con il Piemonte, e che furono “riconfermati” dalla costruzione della Via Postumia, ad opera dei Romani, che penetrarono fra quelle popolazioni ponendo fine ad una comunità rimasta sigillata per millenni, ferma a un’età del Ferro che si era prolungata fino al II sec. a.c., data del loro arrivo. La Via Postumia, costruita attorno al 200 a.c., e che partiva da Genova fino ad arrivare all’odierna Arquata Scrivia (Libarnia) attraverso l’Apennino, fu motivo di sviluppo e crescita per Ceranesi che crebbe lungo le sue direttive, inizialmente configurandosi come luogo di ricovero e di passaggio, per poi ospitare in una sua frazione, a partire dal XIII secolo, la sede della famosa Ca’ de Rossi, che serviva come sosta per i muli e deposito di quelle merci provenienti dal Porto di Genova che venivano instradate ai mercati piemontesi e alle cittadine di Ovada e Gavi.

D’ora in avanti per Ceranesi, la cui nascita come abbiamo visto è legata alla Via Postumia si configurerà un destino indissolubilmente intrecciatoal suo territorio, quello dell’Alta Val Polcevera. Così Ceranesi, così strategica e vitale per la sua naturale posizione di valico, di commercio e comunicazione fra la costa e le terre transapenniniche, seguirà assieme ad altri centri, le sorti e gli accadimenti storici della Vallata. Dopo alterne e convulse vicende che vedranno susseguirsi Bizantini, Longobardi e Franchi, durante i primi secoli della Cristianità, Ceranesi ed il suo territorio conobbero, con la nascita della Repubblica di Genova attorno al X sec., un periodo fiorente per i commerci ed i traffici : molti dei più grandi mercanti dell’epoca provenivano dalla Alta Val Polcevera, la quale col passare del tempo produsse personalità insigni che ricoprirono importanti incarichi nella Repubblica e nelle Crociate (il celebre annalista Caffaro, per citarne uno frai tanti).

Ceranesi conobbe ulteriore impulso quando nel XII la Repubblica di Genova si assicurò il dominio strategico sulla Valpolcevera, incentivandone lo sviluppo e creando monasteri, nuovi borghi e ospitali. Il ‘300 vedrà la Vallata impegnata nella guerra fra Guelfi e Ghibellini (I “Rampini” e i “Mascherati”) durante la quale verranno distrutti il Castello di Pontedecimo e quelli di Bolzaneto e Sant’Olcese, mentre il ‘400 sarà attraversato da ribellioni e rivolte delle popolazioni contadine della Valle contro le truppe al soldo della Repubblica di Genova, soprattutto ghibelline. Il 29 Agosto del 1490 sarà segnato dall’avvenimento dell’Apparizione della Madonna sul Monte Figogna che porterà alla costruzione del celebre Santuario della Madonna della Guardia, a 804 m. sul livello del mare. Dopo la costruzione della Cappella dell’Apparizione, dal 1528 al 1530 iniziarono i lavori della Chiesa con Campanile, subito affiancata da un ricovero per i pellegrini. Nel 1878 iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo santuario, che furono intrapresi previo un livellamento del terreno, e si conclusero nel 1890. Oggi il Santuario, il cui nucleo originario consiste nella piccola Cappella dell’Apparizione, sorge su un ampio sagrato ricavato dallo spiazzo naturale del monte Figogna ed è davvero imponente e spettacolare, dominando con il suo sguardo la vallata ed il mare fino alla Corsica nelle giornate serene. Da vedere: La Chiesa di Santa Maria Assunta a Ceranesi, Anteriore al ‘200, custodisce al suo interno dipinti di Francesco Campora, Antonio e Nicolò Pittaluga e di Gianbattista Canepa. La Chiesa di San Bartolomeo nella fraz. di Livellato. Risalente al 1159, probabilmente derivata dall’antico Monastero dei monaci Olivetani, conserva tre preziosi altari in marmo del tardo ‘700 e prima metà dell’800..

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