Casella

Il Comune di Casella e’ situato nella piana del fiume Scrivia e si trova a 30 chilometri da Genova, a cui è unito da una ferrovia a scartamento ridotto – conosciuta appunto come il Trenino di Casella (Ferrovia Genova-Casella) – che si inerpica sulle montagne offrendo ai turisti un panorama di grande pregio. Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Alta Valle Scrivia fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008[2] il territorio casellese è stato confluito nella nuova Comunità Montana Valli Genovesi a seguito del riordino delle comunità montane.
Durante l’Impero Romano fu un’importante crocevia della Strada dei Feudi Imperiali e della Via Fondovalle, legato al commercio (maggiormente il sale marino) e ai trasporti fra il capoluogo ligure e le grandi città padane. In un documento datato 1196 risale l’antico toponimo Redigabio e da come si apprende da fonti storiche l’epoca medievale fu legata soprattutto al feudo di Savignone, sotto il controllo del vescovo di Tortona.

Successivamente i Fieschi conquistarono la zona dominandola fino alla soppressione dei Feudi Imperiali nel 1797. Nel 1678 il grande feudo che dominava la zona fu diviso in due territori autonomi: il feudo di Savignone e quello di Crocefieschi. Casella fu posta sotto la protezione savignonese, aumentando maggiormente la sua economia complice il forte rialzo della demografia del paese. Il 17 febbraio 1747 subì un incendio ad opera della Repubblica di Genova contro l’invasione degli Austriaci, ritenuti essere favoriti dalla popolazione locale.

 

Solo nel 1797 la repubblica genovese riuscì a conquistare Casella, ma fu quasi uno sforzo superfluo poiché Napoleone Bonaparte nello stesso anno invase la Liguria e quindi la sua maggiore repubblica. Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Fu il XIX secolo il grande rilancio di Casella, grazie alla costruzione di case e ville dei più bei nomi della borghesia di Genova.

Sono tanti infatti ancora oggi i villeggianti genovesi che qui trascorrono le loro vacanze aumentando l’economia paesana e lasciando ancora oggi la bellezza delle ville vacanziere costruite in stile Liberty. Il 25 agosto del 1923, in occasione dei lavori per la costruzione della Ferrovia Genova-Casella, fu ritrovato un tesoro costituito da circa 3000 monete (dracme e oboli di produzione ligure) databili fra il IV e il I secolo a.C. Tra il 1929 e il 1930 s’inaugurò la tratta ferroviaria, ancora oggi funzionante e di forte richiamo turistico:

 

Chiesa di Santo Stefano, progettata da Simone Scaniglia tra il 1718 e il 1722.

Oratorio di Sant’Antonio abate. Eretto l’11 maggio 1556 presenta al suo interno un pregiato pavimento in cotto e ai lati le banche ove erano soliti sedersi i confratelli dell’oratorio durante le celebrazioni liturgiche o di preghiera. In questo edificio si producevano i celebri stampi per dare forma alle focacce di sant’Antonio, prodotte e vendute ancora oggi nella festa omonima il 17 gennaio e la domenica successiva alla festività. Tra i vari oggetti qui conservati anche i grandi cristi processionali: il Cristo bianco e il Cristo moro.

Il palazzo Fieschi, sito nella piazza principale di Casella, fu costruito forse dai conti di Lavagna i Fieschi, sul finire del XVII secolo. L’edificio è dotato di una torre sulla cui facciata sono ancora presenti alcune tracce di stemmi gentilizi affrescati e una corte interna.

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