Sampierdarena


Le conoscenze più lontane che si hanno del borgo di San Pier d’Arena, o di San Pietro dell’Arena come si usava dire anticamente, risalgono all’anno 725, quando appare la leggendaria figura del re dei Longobardi Liutprando, giunto sulla spiaggia sampierdarenese per accogliere le ceneri di Sant’Agostino, provenienti dalla Sardegna, e successivamente trasferite nella capitale del suo regno: Pavia. In ricordo di quell’avvenimento a San Pier d’Arena fu eretta, vicino all’ampia spiaggia, una cappella dedicata a San Pietro, che rimase poi l’elemento iniziale dell’attuale Santa Maria della Cella.

Poche case lungo il litorale, altre sulle colline vicine, rappresentavano il nucleo abitato di San Pier d’Arena alle sue origini, e man mano che aumentava la popolazione della zona, specialmente pescatori e contadini, il borgo sampierdarenese si sviluppava. Nel 1056 San Pier d’Arena era già parte integrante di Genova, ne osservava le leggi e ne portava lo stemma e, conseguentemente, la Repubblica difendeva il borgo e le sue genti. Il borgo di San Pier d’Arena un tempo era diviso in tre quartieri ed ogni quartiere era retto da un Console; l’assemblea per l’elezione di questi tre governatori locali, avveniva sulla piazza del Mercato o in quella vicina alla chiesa di San Martino.

Ma, in quell’epoca, dove si trovavano i principali nuclei abitati di San Pier d’Arena? Uno attorno alla parrocchia di San Martino, l’altro nella zona della Coscia, ed infine l’altro sul crinale di Promontorio; ovviamente esistevano delle casette allineate lungo la spiaggia, ed altre ancora sparse qui e là sulle colline circostanti, specialmente nella zona di Belvedere. Le registrazioni storiche dell’alto medio evo che indicano il nome di San Pier d’Arena, sono numerose e ciò si può facilmente comprendere, specialmente se si pensa alla amplissima spiaggia che si estendeva davanti al borgo da Capo Faro sino alle foci del Polcevera. In diverse circostanze i nemici della Repubblica sbarcarono su questo litorale per attaccare da ponente la città di Genova e lotte accanite, battaglie sanguinose, scontri violenti, nei secoli, accaddero a San Pier d’Arena. Infatti, per la sua fedeltà a Genova, nel 1684, San Pier d’Arena venne violentemente bombardata dalla flotta del Re Sole, Luigi XIV di Francia, e con Genova subì, in quel frangente, gravissimi danni alle sue abitazioni e furono contati sul terreno oltre 400 cadaveri.

In città, a Genova, ancora maggiori i danni materiali e più elevato il numero delle vittime. Comincia da quell’epoca un periodo aureo per il borgo di San Pier d’Arena; anche se notevoli, ricche costruzioni erano già sorte sul suo territorio, ville patrizie ed aristocratiche, bellissime, furono erette specialmente nei secoli XVI e XVII; ed ancora oggi molte di esse conservano la loro antica bellezza, sebbene mortificate dal cemento delle vicine moderne costruzioni. Con l’avvento dei fatti scaturiti dalla Rivoluzione Francese, anche San Pier d’Arena ne ebbe alcuni benefici.

Il Comune venne diviso in tre quartieri che furono battezzati: dell’Eguaglianza, della Fratellanza e della Libertà. Napoleone I, imperatore dei francesi e re d’Italia, visitò San Pier d’Arena nell’estate dell’anno 1805 e sulla favolosa spiaggia antistante il borgo, fece compiere per parecchie ore, in mattinata, molte evoluzioni ed esercitazioni a circa 4000 soldati francesi, che regolarmente presidiavano Genova. Con l’avvento dei Savoia (1815) San Pier d’Arena con Genova e la Liguria, entrò a far parte del Ducato di Genova, incorporato nel Regno di Sardegna, e nei decenni successivi gradatamente cominciò quella lenta ma progressiva crescente industrializzazione della zona che, nel corso di qualche decennio, raggiunse traguardi insperati.

La zona di San Pier d’Arena fu sempre ricca di piccole fabbriche e di piccole industrie, come quella del sapone, della stamperia dei tessuti, dei filati, del cotone, di prodotti alimentari, di prodotti chimici, della biacca, oleifici ed altro. Poi arrivarono i veri insediamenti industriali metalmeccanici dei fratelli Balleydier, dei Taylor e Prandi, veri pionieri della nascente industria italiana che vollero, proprio a San Pier d’Arena, iniziare delle attività che crearono le premesse di un ampliamento tale che fece assegnare a San Pier d’Arena il titolo di “Manchester Italiana”.

La Società ANSALDO, la Ligure Lombarda (raffinerie zuccheri), l’ERIDANIA: ecco i nomi di industrie che i cittadini di San Pier d’Arena con il loro lavoro, con la loro intelligenza, con i loro sacrifici, onorarono. Negli anni Trenta di questo secolo, infine, venne creato il bacino portuale di San Pier d’Arena, il primo d’Italia ed uno dei principali nel Mediterraneo. San Pier d’Arena così sacrificò la sua bellissima ed indimenticabile spiaggia, ma l’impulso che i suoi traffici ne ricevettero fu rivoluzionario. Oggi San Pier d’Arena, che ha circa 60.000 abitanti, è una città nella città, incrocio importante sulla strada dei traffici nazionali ed internazionali, protesa sempre più verso maggiori affermazioni.

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