Pre’

Pre’ è uno dei sei antichi sestieri in cui era suddivisa Genova e confinava a levante con il sestiere della Maddalena, a ponente con quello di San Teodoro e a nord con quello di San Vincenzo.
E’ probabilmente il più famoso dei quartieri del centro storico genovese. Storia L’origine del nome deriva da Praedis (fondo di campagna) o Borgus Praedis, termine con il quale è nominato in alcuni documenti medievali, perchè probabilmente in epoca romana era una zona prettamente agricola. Il primi indizi di insediamento nella zona risalgono al XII secolo quando, all’esterno della medievale porta dei Vacca (chiamata anche Porta Sottana) iniziò a svilupparsi un borgo lungo il tracciato della strada costiera che uscendo dalla città conduceva a ponente che, molto probabilmente, altro non era che il tratto iniziale della antica strada romana Via Emilia Scauri/Via Postumia. Come spesso accadeva in epoca medievale fu un insediamento monastico a favorire l’urbanizzazione della zona e in questo caso fu la costruzione, nel 1180, della Chiesa e della Commenda dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, o Cavalieri Gerosolimitani, (che in seguito sarebbero diventati i più famosi Cavalieri di Malta).

Il piccolo borgo, quindi, si sviluppò velocemente dietro l’impulso economico di quella specie di terminal portuale a partire dalla Commenda fino ad arrivare in poco tempo alle mura del Barbarossa. Con la costruzione delle nuove mura di ponente, 1347-1350 con la porta di San Tommaso, il quartiere sarà completamente inglobato nel perimetro cittadino e ne diverrà uno dei sei quartieri storici mentre la via centrale diverrà l’arteria principale di uscita dalla città. La prima rivoluzione urbanistica il quartiere la vede all’inizio del seicento quando vi si insediarono alcune nobili famiglie genovesi, tra cui i Durazzo e i Balbi. E saranno proprio questi ultimi a modificare il tessuto urbano con l’apertura a monte della Strada Balbi, l’odierna Via Balbi e la costruzione lungo essa di fastosi palazzi.

La nuova strada, oltre che ha celebrare la potenza della città e della sua oligarchia aveva un utilizzo pratico. Infatti essendo molto larga (per l’epoca) e rettilinea rendeva finalmente agevole il transito delle merci dirette a ponente e a nord che fino ad allora avevano dovuto passare, con gran difficoltà, per lo stretto budello della via di Prè. Ma è nell’ottocento con l’apertura della strada carrabile litoranea voluta dal Re Carlo Alberto (oggi Via Gramsci) che la storica via medievale perderà definitivamente la sua funzione di arteria di uscita dalla città che comunque, in realtà, aveva già perso da tempo visto che oramai il trasporto delle merci avveniva via mare all’interno del porto e anche i viaggiatori venivano trasferiti via mare dalle mura occidentali al Ponte Reale tramite il quale entravano direttamente in città.

Tra il 1854 e il 1860 la costruzione della nuova stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe modificherà profondamente la zona nord-occidentale del quartiere. Per far spazio alla nuova stazione vengono abbattuti due monasteri e la porta di San Tommaso. Nel novecento il riordino urbanistico continuò senza sosta con la molte demolizioni nella area della stazione per far posto alla costruzione dei grandi alberghi di cui alcuni sono ancora in attività. L’ultimo duro colpo, quando il quartiere era già da tempo in pieno degrado, lo subì nel 1964 quando venne demolito il Ponte Reale per far passare la Strada Sopraelevata.

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