Maddalena

Il sestiere della Maddalena ha origini antichissime: in età pagana la zona che oggi comprende via della Maddalena, i vicoli circostanti e la zona di piazza del Ferro erano un tempo ricoperte di fitti boschi dedicati al culto della dea Lucina (Diana) dove si celebravano dei culti misterici. L’intera zona era disseminata di templi ed altari dedicati a divinità pagane, fra le quali il mitico dio Giano degli antichi Liguri, il cui busto in bronzo fu rinvenuto durante lo sbancamento di Piazza Banchi nel ‘500. (Federici). Prima che il mare incominciasse a ritirarsi e venisse avviata la costruzione dei moli foranei, l’intera zona era lambita dall’acqua, tanto che ancora nel 1149 esisteva presso la Chiesa di San Pancrazio uno scalo adibito allo scarico delle merci.

“Fino a quell’epoca la località posta fra la Chiesa di San Siro e la riva di Soziglia era una vasta area di orti e di vigneti irrigata dalle abbondantissime acque del rio Bacchernia”. (Dalle memorie storiche della Settimana Religiosa, 1910). Il rio Bacchernia, ora interrato, scorreva dall’attuale Via Caffaro ed era affiancato da un’erta mulattiera, salita Bacchernia, oggi Salita Sant’Anna, che attraverso il Peralto di congiungeva alla Rondinella del sale in direzione Casella. La mulattiera aveva sbocco naturale e commerciale nel porticciolo di Suzeja (Soziglia) e nella vicina piazza del Ferro. Dove oggi c’è piazza Portello, si alzavano le imponenti rovine dell’acquedotto romano del Veilino che un tempo portava le sue acque alle fontane Marose, oggi scomparse.

Più in là, verso le attuali Via del Campo e Via Prè, si stendevano le pendici del Piano della Rocca, all’epoca in cui Via Balbi ancora non esisteva e ad eccezzione della Via Aurelia che costeggiava il mare, tutta la località era percorsa da frutteti, orti e vigne a perdita d’occhio. Dominava la collina un antica roccaforte conosciuta come il “Roso”. Il nome di Maddalena deriva dall’omonima Chiesa parrocchiale risalente ai primi secoli della cristianità, andata distrutta e in seguito completamente ricostruita dai Padri Somaschi nel 1558.

La zona della Maddalena era quindi un ampia zona verde che dal mare giungeva alle pendici del Monte Albano (oggi Castelletto) e che lambiva l’attuale Via Balbi. Proprio in virtù della sua eccezzionale antichità, la Maddalena può a buon diritto vantare palazzi e monumenti di alto valore storico ed artistico, come la stessa Via della Maddalena e i vicini Macelli di Soziglia, esempi di architettura medievale ancora intatta, nonchè la cinquecentesca via Garibaldi, con i magnifici Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, ricolmi di tesori artistici, la Chiesa della Maddalena, alcuni dei celebri palazzi dei Rolli (Via Garibaldi, Via Luccoli, Via San Luca, zona Mercato di Soziglia, Piazza Fontane Marose) e l’antichissima Chiesa di San Siro, col primo nucleo risalente al IV sec. d.c. La Chiesa di San Siro, un tempo Chiesa dei Santi Apostoli, assunse il suo nome definitivo dopo l’arrivo di San Siro, giunto in Liguria per predicare alle genti pagane della “Mater Matuta” nel ponente (zona di Sanremo) e che fu eletto in seguito vescovo di Genova. Al personaggio di San Siro è legata la leggenda del basilisco, un mostro che si credeva responsabile delle pestilenze che imperversavano nella città e che il santo stanò da un pozzo ricacciandolo in mare. San Siro fu la prima cattedrale di Genova e verosimilmente centro della vita pubblica in quell’epoca.

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