Marassi

Nel 1027 attorno alla parrocchia di Santa Margherita si costituì un primo nucleo di case che contavano poche decine di abitanti. Nel 1600 gli abitanti di Marassi e Fereggiano erano saliti a circa 200.

I secoli successivi, con il cambiamento delle condizioni dell’esistenza umana e il modo di essere delle comunità, si incaricavano di rimescolare i valori e stabilire nuovi parametri.. Ormai, anche se l’antica strada che raggiungeva Bavari, per poi proseguire verso nord, aveva conservato la propria importanza, le zone attorno ad essa avevano trovato una loro autonoma vitalità.

Agli inizi dell’800 Marassi venne riconosciuto capoluogo municipale di tutta la zona.

Il comune di Marassi operò con impostazione sempre maggiore per un continuo miglioramento delle condizioni della vivibilità nel territorio. Uno dei primi problemi affrontati fu quello dell’accessibilità alla zona marassina che per secoli si era sviluppata esclusivamente attraverso il passaggio sull’argine sinistro del Bisagno. Nel ‘700 un’altra via sulle riva opposta era stata resa possibile per la costruzione di un ponte che permetteva il superamento del torrente, ma una piena del 1780 aveva distrutto il ponte ed annullato quel comodo accesso.

Il suo ripristino venne reso possibile dal generoso intervento del marchese Ponticelli che, nel 1860, si offerse di accollarsi la spesa necessaria. IL nuovo manufatto, inaugurato nel 1865, da allora e fino a qualche tempo fa si intitolò “Ponte Monticelli”. Dopo il ponte fu la volta della strada che vi faceva capo, ad essere sistemata. Di seguito si procedette a rendere carrozzabili le mulattiere che fino ad allora avevano collegato le varie frazioni e i numerosi palazzi nobiliari sparsi nel verde. La nuova inquadratura amministrativa, se da un lato permetteva un facile superamento delle difficoltà economiche generali, presupponeva anche un coinvolgimento dell’ex territorio comunale nella dislocazione dei servizi cittadini.

Così, rispondendo a tale esigenza, nel 1898 entrava in funzione il carcere giudiziario. Il ‘900 fu assai prodigo di realizzazioni di tutti i tipi, tra il 1908 e il 1913 venne attuata la copertura della parte inferiore del Fereggiano, lo stadio sportivo, la scuola Lambruschini, poi intitolata al generale Cantore, e il servizio tranviario fino a Pedegoli. I successivi sviluppi urbanistici degli anni 30 e del dopo guerra completararono il mutamento dell’impostazione “paesana” degli inizi del secolo a quella cittadina dei nostri giorni.

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